Internet of things | VDU

Internet of things

L'internet delle cose sembrava un miraggio o un illusione di pochi programmatori visionari quando, nel lontano 1999 si iniziò a parlarne. Allo stato attuale molti dei progetti si sono concretizzati e si può decisamente affermare che l'internet of things rappresenti un'evoluzione della Rete, grazie anche alla diffusione massiva dei dispositivi mobile.

Gli oggetti acquisiscono quindi una vita e un'intelligenza comunicando tra loro o con altri dispositivi elettronici (personal computer, smartphone, tablet, ecc) riuscendo ad accedere a numerose informazioni aggregate da altri. Alcuni esempi? Le nostre sveglie suoneranno prima in caso di traffico intenso, le piante comunicheranno ai sistemi di irrigazione o all'innaffiatoio quando avranno bisogno di acqua, le scarpe da ginnastica comunicheranno tempi, velocità e distanza condividendo tali informazioni con altri utenti in tutto il mondo,o ancora i barattoli delle medicine avviseranno i familiari o noi stessi se ci si dimentica di prendere il farmaco. Grazie alla rete tutti gli oggetti acquisiranno un ruolo attivo.

Vdu si è affacciata a questo mondo integrando il proprio know how tecnologico a livello di sviluppo web e mobile con le potenzialità dell'hardware opensource, in particolare Arduino. Per mano di un gruppo di lavoro guidato dall’Italiano Massimo Banzi - nella italianissima Ivrea - nacque Arduino, il primo microcontroller opensource con il quale sono già stati creati migliaia di progetti e prodotti. Arduino è un microcontroller dotato di un processore in grado di, appunto, processare una quantità di I/O analogici e digitali tali da potersi rendere utili in progetti anche complessi.

La forza di questo prodotto - di fatto non particolarmente innovativo dal punto di vista tecnologico - consiste proprio nella sua natura “aperta”. Il software ed il firmware, così come tutti gli schemi elettrici, sono liberamente e gratuitamente disponibili online, insieme a milioni di pagine web con informazioni e soluzioni condivise. Questo ha permesso, nel corso dell’ultimo biennio/anno, uno sviluppo rapido di applicazioni anche molto complesse; si va dai gadget I.o.T. (Internet of Things) ai satelliti come ArduSat, progetto che prevede il lancio in orbita di un modulo satellitare che potrà essere - grazie ad Arduino - utilizzato liberamente su richiesta per fare esperimenti scientifici e formativi.

Gli impatti potenziali sul mondo delle aziende è immenso, ed anche a livello industriale inziano a vedersi applicazioni interessanti..Alcune stime parlano di oltre 50 miliardi di dispositivi connessi entro il 2020.